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NICK NOSTRO REGISTA

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FRANCESCO ANASTASIO  L'AMICO NICK NOSTRO Desidero di vero cuore e con tutto l affetuo , la stima e la considerazione che gli ho dimostrato in vita,commentare questo disegno che Carmelo ,con la sua maestria ha voluto dedicargli. Questo vuole essere un mio personale, riconoscimento e non posso fare altro che ricordare alcune tappe della sua carriera cinematografica come regista di importanti film. In paese tutti conoscevamo Sig. Nick Nostro, ma sono certo che molti giovani non sono al corrente della sua attivita' di regista cinematografico negli anni 50-60. L'amico Nick, animatore della soicieta' gioiese negli anni '50, organizzatore di tantissimi eventi culturali e sportivi, ha avuto sin da giovane la passione per il cinema. E quindi si trasferì a Roma per realizzare le sue aspirazioni . Frequento' le piu' importanti accademie e fu notato dai registi Montero e Simonelli con i quali lavorò per diversi film come aiuto. Dopo questa esp...

FRANCO COSTA AMMIRAGLIO

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Ammiraglio Franco COSTA                        (ORGOGLIO L’attacco a Malta del 26 luglio 1941 - Medaglia d'argento al valore militare. L' Ammiraglio Franco Costa che, il 26 luglio 1941, fu a fianco della medaglia d’oro Teseo Tesei durante un’azione valorosa della Regia Marina nella munita base navale di Malta. L’allora tenente di vascello Franco Costa nacque il 2 luglio 1912 a Gioia Tauro (Reggio Calabria), per poi radicarsi a Messina nel villaggio di Paradiso. verrà ricordata la medaglia d’argento al valore militare sul campo per l’azione su Malta, la medaglia di bronzo al valore militare. l’operazione Malta 2, contro la base navale inglese, che divenne nota come la Battaglia di Valletta, ove furono impiegati, per la prima e unica volta insieme, barchini e siluri a lenta corsa, i cosiddetti “maiali”. Nonostante il coraggio e il valore degli operatori, l’anticipata scoperta dei radar inglesi e alcuni sfortunati imprevisti,...

L' ACCULATTATA

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"MINARI C’U CULU A CCIAPPA." La cciappa era la pietra della vergogna su cui avveniva l’acculattata. Attestata nella Grecia classica e rivitalizzata anche a Melicuccà nei secoli della Commenda, “Minari c’u culu a cciappa” (battere col sedere sopra un lastrone di pietra) significava dichiarare fallimento. Il debitore era condotto in processione, su un asino bianco, in piazza Tocco, (da qui il detto” u levaru supra a nu sceccu iancu”, persona svergognata pubblicamente), dove, si trovava la cciappa (o lapis vituperii), preceduto da un trombettiere e da un banditore che gridava: “Si frusta Tizio perché è fallito”; seguiva un corteo schiamazzante che agitava borse vuote. Denudato davanti al popolo, da questa circostanza deriva forse il detto “rrestau cu na manu davanti e natra darretu”. Doveva, qui, effettuare l’acculattata, cioè, sbattere per tre volte il sedere pronunciando le parole:”Cedo i beni”. Finita questa cerimonia il debitore era messo in libertà. Questa usanza e la pi...

Mimmo Gioffre'

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FRANCESCO ANASTASIO Chi di voi ricorda Mimmo Gioffrè ? Da quando era andato in pensione si incontrava spesso in giro per via Roma e con il suo passo calmo desiderava fermarti per scambiare due parole. Don Mimmo durante il periodo bellico fu deportato e quindi subì tutte le sofferenze di quel periodo nefasto. Aveva un modo particolare nel parlare, spesso non si riusciva a capirlo e quindi alcune persone non si soffermavano ad ascoltarlo e per lui era una grande dispiacere. Il suo maggiore desiderio era quello di raccontare il suo passato e non aveva mai perdonato i tedeschi per le sevizie a cui lo avevano sottoposto. E certamente il modo di parlare era una conseguenza dei maltrattamenti subiti. La sua storia è troppo lunga e complessa da raccontare, come tante altre persone, don Mimmo tornò alla vita civile invalido e non ebbe la giusta ricompensa. Era certamente una persona intelligente, aveva una stima enorme per la mia famiglia dovuta al fatto che un mio zio , una volta libero...

Trieste Angelone il sacrestano del Duomo

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FRANCESCO ANASTASIO RICORDO DI TRIESTE ANGELONE Il sacrestano, secondo la definizione della Treccani - è “il laico che ha il compito di tenere in ordine la sagrestia e gli arredi sacri, di pulire, di sorvegliare e custodire la chiesa, nonché di coadiuvare il sacerdote in vari compiti pratici preparando tutto il necessario per il corretto svolgimento della Santa Messa. Nella nostra città ed esattamente nel nostro Duomo, il sacrestano per antonomasia è stato certamente Trieste Angelone. Trieste era nato al Piano delle Fosse e sin dalla nascita si appassiono' alle cose della Chiesa, mettendosi al Suo servizio. Non ricordo esattamente la data della sua nascita, ma credo che da chierichetto, affiancò Mons. De Lorenzo sin da quando giunse a Gioia nel 1924 come Parroco della Chiesa Matrice, che all'epoca era l 'attuale chiesa dedicata a Sant'Antonio. Trieste era presente nella organizzazione del trasferimento del culto al Duomo attuale, aperto ai fedeli nel 1933. Io lo...

La grotta di Lourdes nel mio giardino

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FRANCESCO ANASTASIO I mie genitori desiderarono , dopo il rientro dal primo pellegrinaggio al Santuario di Lourdes avvenuto nel 1961, dove avevano affidato alla benevolenza ed alla protezione della Beata Vergine di Lourdes la vita del loro piccolo Gerardo, creare nel giardino di casa , questa piccola grotta. Mamma e papà  con Gerardo, giornalmente si raccoglievano in preghiera e Gerardo era felicissimo. Ricordo che concludevano il loro momento di invocazione cantando : Mira il tuo Popolo o bella Signora, che pien di giubilo oggi Ti onora. Anch'io festevole corro al tuo piè; o Santa Vergine prega per me.

Sebastiano Messina detto Vastianu

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FRANCESCO ANASTASIO SEBASTIANO MESSINA DETTO VASTIANU La storia di un paese necessariamente va commisurata alla vita di ciascuno e di concerto con la comunità in cui egli vive ed opera. la storia è fatta sì di episodi, di avvenimenti, ma soprattutto di uomini: uomini importanti e gente comune. Il povero Vastiano aveva una malformazione alla gamba e camminava trascinandola, ma con la sua grande forza di volontà, giornalmente, con il suo carrettino a tre ruote, andava in giro per la città a vendere le sue ‘’ fresche gazzose". Era , almeno credo, alle dipendenze della famiglia Nostro che oltre a gestire un avviato negozio di generi alimentari, avevano in laboratorio per la produzione di bibite gassate. Come mezzo di trasporto, come detto , aveva un carretto a tre ruote che spingeva a fatica. Per mantenere fredde le bibite, caricava un blocco di ghiaccio , certamente lo comprava dalla Signora Caratozzolo , mamma di don Albino, che lo produceva in grosse quantità, ed il tutto v...