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Visualizzazione dei post da novembre, 2024

SALA CARDONE

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 SALA CARDONE La nostra città, ad onor del vero, non ha avuto nel passato dei locali eleganti per eventi particolari.  La maggior parte delle feste si svolgevano in questi ampi locali adibiti a deposito di olio con annesse cisterne. Solamente, il nostro locale delle " Cisterne", attualmente sede della biblioteca comunale,  a dire il vero, sino  al 1995, non è mai stato adoperato per nessun genere di manifestazione. Alla fine della guerra, la sala più in voga specialmente per i matrimoni, era la  "Sala Cardone ". La sala occupava tutto il primo piano del palazzo Castellano in piazza Matteotti ed asattamente dove attualmente esercitano le proprie attività Giuliana fiori e la pizzeria Gioja's. Il Sig. Francesco Cardone aveva aperto un bar e insieme al fratello Gino, pasticcere, gestivano i vari eventi. Quante coppie hanno festeggiato la loro unione in questo ambiente che per l’occasione veniva addobbato con fiori e con drappi colorati rendendolo accogliente e carin...

Gesù bussa alla porta!

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 Immaginetta recuperata dal libro delle preghiere che usava mia madre.  Se solo tu “aprissi la porta del tuo cuore” e lasciassi entrare Gesù nella tua vita, tutto andrebbe bene.  " Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me.” 

PRIMO CARNERA

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 Primo Carnera, io l'ho visto. L'anno non lo ricordo esattamente, sicuramente 1958 o 1959. Rientravo a Roma in treno con mio zio Antonio. Ad un certo punto un brusio invase il vagone, mi sono affacciato nel corridoio ed ho visto un omone, che al tempo non sapevo chi fosse. Con i suoi 2 metri di altezza, con il capo raggiungeva quasi il tetto del vagone. Lo zio mi spiegò chi era, e da quel giorno ho compreso di aver avuto  l'opportunità di vedere  la leggenda del pugilato mondiale. Primo Carnera il " Gigante buono" .

La dattilografia

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 LA DATTILOGRAFIA La macchina da scrivere conosciuta anche come Remington No. 1 è stata la prima macchina per scrivere di successo commerciale. Fu presentata all'Esposizione Internazionale di Filadelfia nel 1876. Gli accessori di uso più frequente erano la "gomma" (a forma di sottile dischetto, per rimuovere con precisione l'errore), e il "bianchetto" (per coprire gli errori, e, dopo una rapida asciugatura, poter battere il carattere opportuno).  La partecipazione al corso di dattilografia nel 1961 mi servi molto per apprendere il sistema per scrivere velocemente. Nelle foto le mie macchine da scrivere che conservo gelosamente.

ADELINA GIOFFRÈ

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 DONNA ADELINA  Accanto al villino della Fam. Galeso nel rione villa Pons, al primo piano , ricordo il negozio di donna Adelina Gioffre' sposata Mancini, un piccolo generi alimentari con la vendita di vino ; ricordo le botti di legno, entrando sulla destra e che il vino veniva venduto sfuso. E’ stato per tanti anni un negozio che per il rione faceva comodo . Ciascuno di noi sapeva che poteva comperare quelle poche cose e quindi si adeguava agli articoli : una sola qualita’ di birra , una sola qualita’ di pane ,una sola qualita’ di gassosa, una sola qualita’ di tutto . Ricordo la tipica targa esterna ‘’ qui si vende vino e vermout ‘’ e quando arrivava il vino nuovo donna Adelina attaccava alla targa una ‘’ frasca’’  una ramoscello, per indicare appunto che vendeva il vino novello , dando mandato a Mediato di comunicarlo ‘’ bandiando’ a tutta la citta’.  Il suo piccolo spot pubblicitario iniziava cosi’:  ‘ Bando bella voce ‘ a signora Adelina mi comunicau ca arriv...

IL MANTELLO DEL GOLIARDA

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 IL MANTELLO DEL GOLIARDA Questo mantello è stato utilizzato dal Principe del Sacer Ordo Scarabei Fofò I durante l'ultima festa della matricola svoltasi a Gioia nel 1971. Il  disegno dello scarabeo è opera di Salvatore Genovese " pictor massimus". Il ricamo è stato effettuato dalla signorina Ape ,esperta ricamatrice, formatasi nel laboratorio delle Suore di Santa Giovanna Antida. Il suo paziente lavoro effettuato su questo mantello storico e che ancora conserviamo, dona un carattere di eleganza ed un senso di artigianalità resistente al tempo. Il mantello è una prerogativa del Principe e spesso era di velluto rosso. Il mantello assume un significato ben preciso, rappresenta il cuore dei goliardi. È un indumento che protegge chi lo indossa, ma al momento opportuno può essere offerto a chi ha bisogno di riparo.

La signorina Germanò impiegata al Banco di Napoli

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 La signorina Gernanò. I " ragazzi " della mia età la ricorderanno. È stata per tutta la sua vita una solerte impiegata del Banco di Napoli. Io la rammento nel locale antico e poi successivamente nella nuova sede all'angolo sud dell'attuale piazza dell'incontro. Aveva un incarico molto delicato. Dovete sapere che in quegli anni non esisteva il computer, esistevano dei macchinari manuali per gestire la contabilità . E quindi la Signorina Germanò era sempre dietro questa grande macchina da scrivere. Ogni cliente aveva la sua scheda personale e quindi il suo compito era quello di trascrivere su queste grandi schede i versamenti ed i prelevamenti da parte dell'intestatario. Roba che appartiene alla preistoria!  E quando il cliente voleva controllare  il suo conto, chiedeva: " Signorina posso avere la mia scheda". Conservo un caro ricordo della Signorina Gernanò. La foto risale al giorno della inaugurazione della nuova sede. 

Le banane

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 I miei viaggi in macchina verso la  Romania  nei primi anni '70 , spesso li facevo in compagnia delle banane! Si, avete capito bene, le banane, il frutto che tanti di noi amano mangiare. Dovete sapere che in quel tempo questo frutto esotico in Romania non esisteva. Per Ceausescu erano un bene di lusso e quindi non contemplava l'interscambio. La mia buona suocera Maria, una volta assaggiate, era diventata ghiotta, e quindi non gliele facevo mancare. Prima di partire  passavo dal Sig. Saverino, fruttivendolo in piazza mercato e ne comperavo alcune cassette. Allora non erano sicuramente trattate come oggi, nella tipica cassetta che li conteneva erano verdi,  durante il viaggio maturavano, rilasciando quel profumo particolare che ahimè oggi non esiste più.  Alcune volte questo frutto mi è servito ad  abbreviare il tempo di attessa alle dogane e capirete il perchè. Certo è che il sapore di quelle che mangiamo adesso, è ben diverso da quando, dal fruttivend...

LA STELLA DI NATALE

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 STELLA DI NATALÈ ( Amore fraterno)  In questa breve poesia, il grande amore di mia madre Pina per il suo caro fratello Andrea.  Varcasti la soglia di casa mia, più stanco e fragile che mai. Io ti seguii con lo sguardo tenero, fraterno e sensibile finché raggiungesti la macchina e con movinenti lenti ti sedesti. Avevi in pugno stretto il mio ultimo regalo " La stella di Natale" raccolta nella villa con petali rossi e stelo vermiglio come era il nostro affetto puro, santo e cristallino. Dal finestrino... con la tua voce forte mi gridasti " Buon Natale e felice Anno Nuovo", ma qualche lacrima scese dai miei occhi. Venne il nuovo anno 1985... ma le stelle di Natale erano già morte e scolorite lasciando in me schianto e dolore. La tua amata sorella Pina. Gioia Tauro Natale 1984

Àrenella

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 LA GIOIA INDUSTRIALE DI UN TEMPO - - ARENELLA che nome strano per la più grande fabbrica europea di acido citrico e tartarico siciliana dello scorso secolo. La chimica Arenella con sede a Palermo, il cui complesso industriale era costituito da 14 edifici adibiti a diversi usi, iniziò l'attività nel 1910 grazie alla intraprendenza della famiglia Florio. Molto probabilmente la succursale di Gioia Tauro fu inaugurata negli anni '30 rimanendo in attività sino al 1965. L'azienda prese il nome "Arenella" poiché gli stabilimenti erano sorti a Palermo nella zona denominata Arenella. Il toponimo Arenella deriva dal siciliano " Rinedda" , che indica la sabbia finissima della spiaggia di tale zona. Il tutto per ricordare il passato industriale della nostra Gioia Tauro.

Le emozioni

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 Le emozioni ci accompagnano lungo tutto il percorso della nostra vita, sono presenti nelle relazioni con gli altri, nei momenti difficili della nostra esistenza , nelle scelte importanti e nell'ammirare la bellezza del Creato. Sono convinto che molte persone non riescono a darne la giusta importanza. Spesso le mettiamo da parte , le facciamo tacere perchè sono molto intense, scomode e ci fanno soffrire. Invece, non comprendiamo che sono nostre alleate, ci guidano e ci mettono in contatto con la nostra esistenza.  Le emozioni, secondo il mio parere, sono delle espressioni che favoriscono il benessere e la crescita umana di ciascuno di noi. Felice giornata!

Antonmario Cordopatri

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 ANTONMARIO CORDOPATRI Molte volte basta un particolare impresso sopra una colonna, anche diroccata, a sostegno di un cancello di ingresso ad una proprietà , a ricordare una famiglia gioiese. Nello scattare questa foto, mi è bastato leggere il nome, per individuare la famiglia del dott. Antonmario Cordopatri ( 1901- 1967) , proprietario terriero. Nel 1937 gli fu affidato l'incarico podestarile , continuando sino al 1945 nella carica di Commissario Prefettizio. In quel periodo, il dott. Cordopatri avviò la pratica di riconoscimento a Gioia Tauro del titolo di " Città ", che giunse il 12 giugno 1942 con delibera n. 68. Fu anche per molti anni presidente della locale squadra di calcio Gioiese

I secolari alberi di ulivo

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I SECOLARI ALBERI DI ULIVO  Avete mai fatto una passeggiata tra queste piante ?  In Calabria il territorio in cui si contano più ulivi ultracentenari è l’Aspromonte. La loro storia risale a quasi mille anni fa, quando furono impiantati dai Normanni.  Anche se apprendo che l'albero più antico si trova  Sardegna ed e l’ulivo millenario di Luras, datato a più di quattromila anni fa ed è conosciuto con il suggestivo appellativo di Patriarca della Natura Questi che vedete sono i nostri secolari e a volte anche millenari  alberi di ulivo che si trovano nell'antico uliveto Principessa dei Principi di Gerace salendo verso Cittanova. Sono affascinanti, uno diverso sull'altro sono delle vere sculture. Attraversano la storia della nostra Calabria. Camminare accanto a questi alberi  contribuisce sicuramente a un senso di pace. La presenza di questi bellissimi alberi ha un effetto calmante. Sono certo che fare una camminata fra queste piante migliora il benessere psicol...

Il calzolaio Giacobbe

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 Il SIGNOR GIACOBBE - CALZOLAIO Un mestiere antico, ricco di fascino e inventiva: il mestiere del calzolaio. Purtroppo è uno dei mestieri che rischiano oggi di essere dimenticati. Eppure è un mestiere di estrema utilità per la collettività, un tempo molto importante sul territorio. Il calzolaio era un vero tutto fare, capace non soltanto di riparare le scarpe, ma talvolta anche di produrle e farle durare moltissimo tempo. Perché una scarpa era da considerare un bene durevole, non certo un oggetto "consumabile e a rapido esaurimento". Nella nostra città nel passato vi erano molti ciabattini, mi ritornano in mente i Signori Gattuso, Degennaro, Antonio Sergi, Migliorino, Larosa,  che con il loro onesto lavoro hanno cresciuto famiglie con molta dignità. Oggi mi è capitata questa foto che vede al suo posto di lavoro il Sig. Giacobbe. " Pe favuri, signor Giacobbi, mentitici novi tacchi e petti e scarpi du fugghjolu, ca ndi sei mesi i cunzumau tutti iocandu o palluni" Il l...

Ho sognato Mimmo Parlongo

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 Caro Ferdinando , scusami ma ti devo raccontare il sogno di questa notte. Di solito,quelle poche volte che faccio dei sogno, li dimentico al mattino. Ma questo è stato troppo bello, lungo e veritiero. Ho trascorso tutta la notte in compagnia di tuo padre Mimmo. Penso che i nostri cari defunti,attraverso questo mezzo si manifestino e forse per ringraziarti di averli ricordati. Sarà così, papà Mimmo ha voluto rimanere con me, per rinnovare il nostro affetto e la sua riconoscenza. L'ho sognato così: Squilla il campanello di casa mia, mamma Lina si presenta con una elegante scatola in mano. Sono venuto a salutarti con Mimmo, ho capito subito che si trattavano delle sue ceneri.  Sai Franco, lo sto trasferendo nel cimitero dei giusti❤ Cosa puoi pensare o meglio immaginare di ciò, io credo che Mimmo, dopo la permanenza in purgatorio, sia di diritto trasferito in paradiso. È una mia personale interpretazione! Riaccompagno mamma in macchina ed il sogno muta radicalmente.  Papà Mi...