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SALA CARDONE

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 SALA CARDONE La nostra città, ad onor del vero, non ha avuto nel passato dei locali eleganti per eventi particolari.  La maggior parte delle feste si svolgevano in questi ampi locali adibiti a deposito di olio con annesse cisterne. Solamente, il nostro locale delle " Cisterne", attualmente sede della biblioteca comunale,  a dire il vero, sino  al 1995, non è mai stato adoperato per nessun genere di manifestazione. Alla fine della guerra, la sala più in voga specialmente per i matrimoni, era la  "Sala Cardone ". La sala occupava tutto il primo piano del palazzo Castellano in piazza Matteotti ed asattamente dove attualmente esercitano le proprie attività Giuliana fiori e la pizzeria Gioja's. Il Sig. Francesco Cardone aveva aperto un bar e insieme al fratello Gino, pasticcere, gestivano i vari eventi. Quante coppie hanno festeggiato la loro unione in questo ambiente che per l’occasione veniva addobbato con fiori e con drappi colorati rendendolo accogliente e carin...

Gesù bussa alla porta!

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 Immaginetta recuperata dal libro delle preghiere che usava mia madre.  Se solo tu “aprissi la porta del tuo cuore” e lasciassi entrare Gesù nella tua vita, tutto andrebbe bene.  " Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me.” 

PRIMO CARNERA

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 Primo Carnera, io l'ho visto. L'anno non lo ricordo esattamente, sicuramente 1958 o 1959. Rientravo a Roma in treno con mio zio Antonio. Ad un certo punto un brusio invase il vagone, mi sono affacciato nel corridoio ed ho visto un omone, che al tempo non sapevo chi fosse. Con i suoi 2 metri di altezza, con il capo raggiungeva quasi il tetto del vagone. Lo zio mi spiegò chi era, e da quel giorno ho compreso di aver avuto  l'opportunità di vedere  la leggenda del pugilato mondiale. Primo Carnera il " Gigante buono" .

La dattilografia

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 LA DATTILOGRAFIA La macchina da scrivere conosciuta anche come Remington No. 1 è stata la prima macchina per scrivere di successo commerciale. Fu presentata all'Esposizione Internazionale di Filadelfia nel 1876. Gli accessori di uso più frequente erano la "gomma" (a forma di sottile dischetto, per rimuovere con precisione l'errore), e il "bianchetto" (per coprire gli errori, e, dopo una rapida asciugatura, poter battere il carattere opportuno).  La partecipazione al corso di dattilografia nel 1961 mi servi molto per apprendere il sistema per scrivere velocemente. Nelle foto le mie macchine da scrivere che conservo gelosamente.

ADELINA GIOFFRÈ

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 DONNA ADELINA  Accanto al villino della Fam. Galeso nel rione villa Pons, al primo piano , ricordo il negozio di donna Adelina Gioffre' sposata Mancini, un piccolo generi alimentari con la vendita di vino ; ricordo le botti di legno, entrando sulla destra e che il vino veniva venduto sfuso. E’ stato per tanti anni un negozio che per il rione faceva comodo . Ciascuno di noi sapeva che poteva comperare quelle poche cose e quindi si adeguava agli articoli : una sola qualita’ di birra , una sola qualita’ di pane ,una sola qualita’ di gassosa, una sola qualita’ di tutto . Ricordo la tipica targa esterna ‘’ qui si vende vino e vermout ‘’ e quando arrivava il vino nuovo donna Adelina attaccava alla targa una ‘’ frasca’’  una ramoscello, per indicare appunto che vendeva il vino novello , dando mandato a Mediato di comunicarlo ‘’ bandiando’ a tutta la citta’.  Il suo piccolo spot pubblicitario iniziava cosi’:  ‘ Bando bella voce ‘ a signora Adelina mi comunicau ca arriv...

IL MANTELLO DEL GOLIARDA

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 IL MANTELLO DEL GOLIARDA Questo mantello è stato utilizzato dal Principe del Sacer Ordo Scarabei Fofò I durante l'ultima festa della matricola svoltasi a Gioia nel 1971. Il  disegno dello scarabeo è opera di Salvatore Genovese " pictor massimus". Il ricamo è stato effettuato dalla signorina Ape ,esperta ricamatrice, formatasi nel laboratorio delle Suore di Santa Giovanna Antida. Il suo paziente lavoro effettuato su questo mantello storico e che ancora conserviamo, dona un carattere di eleganza ed un senso di artigianalità resistente al tempo. Il mantello è una prerogativa del Principe e spesso era di velluto rosso. Il mantello assume un significato ben preciso, rappresenta il cuore dei goliardi. È un indumento che protegge chi lo indossa, ma al momento opportuno può essere offerto a chi ha bisogno di riparo.

La signorina Germanò impiegata al Banco di Napoli

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 La signorina Gernanò. I " ragazzi " della mia età la ricorderanno. È stata per tutta la sua vita una solerte impiegata del Banco di Napoli. Io la rammento nel locale antico e poi successivamente nella nuova sede all'angolo sud dell'attuale piazza dell'incontro. Aveva un incarico molto delicato. Dovete sapere che in quegli anni non esisteva il computer, esistevano dei macchinari manuali per gestire la contabilità . E quindi la Signorina Germanò era sempre dietro questa grande macchina da scrivere. Ogni cliente aveva la sua scheda personale e quindi il suo compito era quello di trascrivere su queste grandi schede i versamenti ed i prelevamenti da parte dell'intestatario. Roba che appartiene alla preistoria!  E quando il cliente voleva controllare  il suo conto, chiedeva: " Signorina posso avere la mia scheda". Conservo un caro ricordo della Signorina Gernanò. La foto risale al giorno della inaugurazione della nuova sede.